{"id":9239,"date":"2025-11-25T13:24:13","date_gmt":"2025-11-25T12:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/?p=9239"},"modified":"2026-01-02T20:54:28","modified_gmt":"2026-01-02T19:54:28","slug":"lucia-viglianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/2025\/11\/25\/lucia-viglianti\/","title":{"rendered":"LUCIA VIGLIANTI"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Lucia Viglianti da molti anni si occupa di teatro, anche come autrice, soprattutto attraverso la sua creatura Acta Teatro, associazione culturale ideata e sviluppata insieme a Marina Tufo ed il suo fratello gemello Renzo.\u00a0 Tra le sue ultime fatiche ricordiamo\u00a0 &#8220;Per Santit\u00e0 Finta In Sommo Grado, Maria Valenza Marchionne tra ricerca storica e scrittura teatrale&#8221;, Heral Editore 2007. Come narratrice: &#8220;Senza Fine e altri racconti&#8221; (Ego Edizioni, 2010). Ha pubblicato altri racconti in diverse antologie.<\/p>\n<p class=\"p1\">Per la Pulp, \u00e8 presente in\u00a0AA.VV.,\u00a0&#8220;Requiem per Zorro&#8221;, con il racconto &#8220;El hombre, la sombra y la virgen&#8221;\u00a0\u00a0(2011);\u00a0AA.VV., &#8220;Londra 2012, l\u2019importante \u00e8 narrare&#8221;, con il racconto &#8220;Contro Di Me&#8221;. Nel 2012 ha pubblicato &#8220;La vita sbagliata di Marilyn Conchita&#8221; che\u00a0\u00e8 il suo romanzo d\u2019esordio.<\/p>\n<p class=\"p1\">&#8220;Ambientato in un\u2019immaginaria Spagna dell\u2019immediato futuro, con l\u2019avvento della dittatura della Nuova Era Taurina, il romanzo narra di una giovane donna, Immaculada Lucrecia Ruiz, incarcerata come impenitente dal regime e costretta ormai da anni all\u2019Indicibile Cura. In carcere far\u00e0 in tempo a trascrivere pezzi di memoria, sotto il nome di Marilyn Conchita, rievocando la sua vita sbagliata e l\u2019eterno amore perduto per lo scapestrato, malinconico e romantico Clark Manolete, perduto di vista molti anni prima. La strana comparsa di un\u2019altra figura femminile, prima del finale tragico e surreale, dar\u00e0 la possibilit\u00e0 ad una terza donna di salvarsi, ritrovando il Ricordo, l\u2019Emozione e forse l\u2019Amore, abilit\u00e0 e sentimenti banditi dal potere.<\/p>\n<p class=\"p1\">Gioco letterario puro, il romanzo \u00e8 la versione parallela &#8220;La vita sbagliata di Clark Manolete&#8221;\u00a0di Pierluigi Felli (ed. Mondostudio), a cui l\u2019autrice risponde con la propria versione della storia, perch\u00e9 non bisogna mai credere ad una sola versione dei fatti&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p1\">&#8220;Per Santit\u00e0 finta in sommo grado. Maria Valenza Marchionne\u00a0 tra ricerca storica e scrittura teatrale&#8221; (Herald, 2007) rappresenta il lavoro finale della lunga ricerca, trascrizione, studio di antichi documenti attestanti il processo per santit\u00e0 finta in sommo grado nei confronti di Maria Valenza Marchionne, di Sezze, monaca clarissa, che abiur\u00f2 a Santa Maria sopra Minerva di Roma il 12 Settembre 1703, all&#8217;et\u00e0 di 73 anni. Mor\u00ec in carcere nel 1707. La condannata era sorella del futuro santo Carlo da Sezze (paragonato, per la sua esperienza mistica, a s. Teresa d&#8217;Avila e a Giovanni della Croce), il cui contemporaneo processo di santificazione, venne inficiato (e rimandato di oltre 250 anni) da questa condanna. La trasposizione scenica ha dato vita allo spettacolo: Gli ultimi di carnevale ovvero Per santit\u00e0 finta in sommo grado.<\/p>\n<p><strong>Conosco e ammiro da oltre quaranta anni Lucia e di lei ho sempre apprezzato la volont\u00e0 e la determinazione nel raggiungere gli obiettivi prefissati, sempre nel massimo del rigore e prima di tutto verso se stessa.\u00a0 Ma non \u00e8 brava solo come autrice, e non ha brillato solo come attrice di teatro, perch\u00e9 \u00e8 riuscita ad incantare tutti anche come cantante.\u00a0 In questo ambito, nel &#8220;ruolo&#8221; di mezzo soprano ha saputo interpretare sia la Canzone Napoletana con brani da brivido (raccolti in CD autoprodotti), sia testi complessi che alternano la lingua italiana e quella portoghese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma leggiamo come ella stessa si racconta, rievocando l&#8217;infanzia e mondi ormai scomparsi, gli anni della formazione, le variegate esperienze artistiche non solo in Italia, ma anche in Romania, Francia e Portogallo.\u00a0 Senza trascurare l&#8217;impegno che ha saputo profondere nell&#8217;insegnamento e, non ultima, la passione per gli scacchi.\u00a0 Come non innamorarsi di una donna cos\u00ec, colta, profonda e delicata, forte, tenace e mai sufficientemente apprezzata.\u00a0 Come non capire che a volte il talento, al di sopra della media e della banalit\u00e0 dei tanti, suscita invidia che chiude le porte invece che aprirle, o alza muri ed ostacoli di ogni sorta.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9261\" src=\"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-1024x769.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"769\" srcset=\"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-Viglianti-foto-Dino-Ignani.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>===================================<\/p>\n<p>Sono nata a Sezze, nel 1957, una mattina di giugno. Le strade antiche erano vuote di macchine, e vocianti di bambini sempre pronti a giocare, anche con giocattoli fatti da soli, e seguire gli zampognari nei giorni di Natale, sentire le storie fantastiche di mio nonno sotto il cielo stellato d\u2019estate, quelle paurose di mia zia davanti al fuoco d\u2019inverno, per poi rivederne i fantasmi negli angoli all\u2019imbrunire, ascoltare liti e canti dialettali mandati alla poeta dalle donne. E tremare ed essere affascinata dai riti, come il venerd\u00ec santo, i sacconi neri e i fuochi nei vicoli, o la sera dei morti, il sale e l\u2019acqua sul tavolo, o il carnevale misterico e notturno tra le case aperte e i suoi travestimenti di riti arcaici e pagani.<\/p>\n<p>Ricordo la mia nonna contadina autodidatta, che scriveva poesie e canzoni, come una cantastorie. Come l\u2019affabulazione di guerra di mio padre, che era una sarto, e lo chiamavano \u201cil re dell\u2019ago\u201d, nel bar di una piazza allora pi\u00f9 umana e ridanciana. Con mia madre \u2013 quel suo canto sottile e intonatissimo \u2013 anche lei sarta, ricamavano linee di gesso e tessevano fili su quelle stoffe che sarebbero diventate abiti, che a volte indossavo giocando davanti allo specchio con i personaggi che questi evocavano. Ecco, pi\u00f9 che i teatrini di parrocchia, che pure ebbero un ruolo di formazione, \u00e8 stata quella eccezionale variet\u00e0 umana e sociale, quella creativit\u00e0 quotidiana, ironica, immaginifica, surreale, struggente e forte, in quella terrazza setina affacciata sulla vastit\u00e0 della pianura, a nutrire in me quello che anni dopo sarebbe diventata una disciplina d\u2019arte: il teatro d\u2019autore, che vuol dire curare in senso artigiano ogni aspetto della narrazione scenica, dalla scrittura alla realizzazione dei materiali.<\/p>\n<p>Ed i miei testi, spesso considerati astratti \u2013 sicuramente lontani da un\u2019idea di teatro di parola borghese \u2013 sono nati tutti da quell\u2019infanzia anarchica e timida. Non me ne sono resa conto subito. A vent\u2019anni realizzai una perfomance in una piazzetta, ed ero affascinata dalla politica degli anni Settanta, in una Sezze allora luogo colto e appassionato, con tre sale di cinema sempre affollate. Cos\u00ec come le esperienze di teatro, magari un po\u2019 enfatiche, come il Teatro Lazio di cui sentivo gli echi, che unirono comunque molti giovani dei paesi dei Lepini. E il Maestro Giuseppe De Angelis, che mi spron\u00f2 a recitare. Ma furono anche, fra i molti, gli spettacoli visti nel Teatro Italiano di Sezze, dall\u2019acustica perfetta, stracolmo di spettatori, in cui ricordo anche Domenico Modugno nel Liol\u00e0 di Pirandello, a rinforzare la mia passione. Ho cominciato a scrivere da sola e con gli amici le prime storie teatrali. Nel 1981 \u00e8 cominciata la formazione professionale, e forse non \u00e8 un caso che uno dei miei maestri (Riccardo Caporossi, attore-autore in duo con lo scomparso Claudio Remondi) provenga dai silenzi dei Monti Lepini, come la sua bellissima Carpineto. Molte delle sue architetture oniriche e gli elementi scenici hanno richiamato spesso la cultura pastorale di quei boschi ombrosi, bench\u00e9 la sua e la mia arte siano assolutamente contemporanee e nutrite ovviamente di altri linguaggi e culture. Andare via e scoprire altri mondi, formarsi in bottega, sperimentare teatri nazionali ed esteri \u00e8 stato necessario e fondamentale, ma l\u2019identit\u00e0 e la cultura di appartenenza resta. Che per me \u00e8 identit\u00e0 in movimento, in continua mutazione. Da non confondere con il folklorico, che spesso fissa in un\u2019epoca indefinita la cultura contadina e artigiana, perdendo di vista una ricostruzione filologica pi\u00f9 rigorosa. Come pi\u00f9 ampia \u00e8 l\u2019identit\u00e0 stessa dei Monti Lepini, carichi di storia, cultura spirituale e intellettuale. E si potrebbe indagare come anche il teatro, la cui passione \u00e8 qui cos\u00ec diffusa, sia in parte frutto di scuole secolari, in particolare quelle che storicamente si imposero all\u2019educazione popolare, come le gesuitiche. Nel 1987 ho fondato l\u2019Acta Teatro, scrivendo e realizzando lavori originali con l\u2019attrice-autrice Marina Tufo, formatasi con gli stessi maestri, e con Renzo Viglianti, disegnatore e ludotecario, che crea oggetti e allestimenti scenici originali. Nel lungo lavoro di questi anni, molti sono stati i legami con il territorio, tra cui un progetto dei primi anni Novanta che si chiamava Luoghi Comuni: erano i cortili e le piazze, perfino la stazione ferroviaria di Sezze a raccontare, attraverso gli attori, le storie umane, malinconiche e allegre, richiamo poetico per una citt\u00e0 che stava perdendo identit\u00e0, affollata di macchine e con le persone ormai incollate alla TV. Cos\u00ec come sono stati significativi i molti esperimenti di teatro sociale, in particolare nel Centro Sociale di Sezze Scalo, dove il teatro divent\u00f2 un vecchio bambino, ma anche il lavoro con gli immigrati come Ciascuno cresce solo se sognato del 2002, in cui i partecipanti di ogni et\u00e0 e cultura hanno trovato voce nel racconto corale, e da cui sono scaturiti anche spettacoli professionali come Sedie (1985). E l\u2019esperienza di teatro di educazione, realizzato in molte scuole, che ci ha portato nel 2007 al Premio \u201cMaschere Nude\u201d del Centro Studi Pirandelliani di Agrigento, con i ragazzi dell\u2019Itis \u201cMarconi\u201d di Latina. Ma anche quando il teatro ha incontrato la musica nello spettacolo Allegroamaro, cos\u00ec come in altri concerti con il musicista Massimiliano Ottocento, ho iniziato sempre gli spettacoli con il canto a stesa Arbero Sicco, sia in Italia (tra cui Roma, Castel Sant\u2019Angelo, e il Festival della Lusitania di Salerno) che all\u2019estero, in Romania, in Francia, in Portogallo (Teatro Sao Luiz di Lisbona, per l\u2019Istituto di Cultura Italiana).<\/p>\n<p>Ma il lavoro teatrale in cui la scrittura scenica si \u00e8 intrecciata con la ricerca storica e in modo particolare con la storia di Sezze del periodo tra Seicento e Settecento \u00e8 Gli Ultimi di Carnevale overo Per Santit\u00e0 Finta In Sommo Grado (Roma, 2005), che ha visto anche un\u2019edizione speciale con l\u2019Amministrazione provinciale di Latina nel 2007, insieme ad una pubblicazione critica della ricerca e del testo scenico (L.Viglianti, M. Tufo, Per Santit\u00e0 Finta In Sommo Grado, Maria Valenza Marchionne tra ricerca storica e scrittura teatrale, Herald Editore, 2007). In esso si narra del processo di Inquisizione, svoltosi a Roma il 12 settembre 1703, contro la sorella del futuro S. Carlo, in realt\u00e0 vicenda di una guerra intestina tra ordini francescani e gesuiti per il controllo delle coscienze e dei beni temporali locali. Sono molti gli angoli e i palazzi del paese che ricordano questa drammatica vicenda. Questa lunga ricerca ha restituito un eccezionale spaccato storico-culturale di questi luoghi, che andrebbe approfondita, insieme a quella in senso pi\u00f9 antropologico. Studio e analisi che darebbero motivi di sviluppo al nostro territorio, intrecciando ricerca scientifica e culturale per creare prodotti spendibili anche all\u2019estero, oltre ad un indotto anche di tipo commerciale locale stabile. Vivere la mia dimensione di donna artista (che \u00e8 un lavoro identico ad altri, ma spesso incompreso e denigrato) \u00e8 stato ed \u00e8 ancora molto difficile, soprattutto per questo periodo di ripiegamento sociale, avvilendo i nostri luoghi e i nostri giovani, nostro futuro, accartocciati su se stessi, ma anche tutti i cittadini, quando invece dovrebbe essere la cultura a creare benessere. Cultura non solo del mi ricordo di tempi andati artatamente resi paradisiaci a favore di presenti spesso autoreferenziali, ma come invenzione di mondi possibili, che restituisca la dignit\u00e0 del lavoro professionale d\u2019arte, radicato nella terra di origine. Questione di scelte. Chiudo perci\u00f2 proprio con un verso stupendo di \u201cArbiro Sicco\u201d: La prima (donna) le sa fare le catene, ma la seconda le sa scatenare\u2026 Scateniamo cultura.<\/p>\n<p>Lucia Viglianti.\u00a0 Autrice, Attrice e Regista dell\u2019Acta Teatro, Cantante, Scrittrice, Insegnante.<\/p>\n<p>===================================<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9260\" src=\"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-e-Marina-1024x753.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"753\" srcset=\"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-e-Marina-1024x753.jpg 1024w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-e-Marina-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lucia-e-Marina-768x565.jpg 768w, 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[&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[22,172],"tags":[477,183,481,458,11,268,496,476,479,498,8,381,497,482,480,475,474,478,90],"class_list":["post-9239","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-events","category-persone","tag-allegro-amaro","tag-blogs-tumblr-di-lidano-giorgi","tag-clark-manolete","tag-compagnia-dei-lepini","tag-comunicazione-visiva-di-lidano-giorgi","tag-coronavirus","tag-eneide","tag-giuseppe-viglianti","tag-immaculada-lucrecia-ruiz","tag-leneide-ai-tempi-del-coronavirus","tag-lidano-giorgi","tag-lucia-viglianti","tag-lucia-viglianti-interpreta-leneide","tag-maria-valenza-marchionne","tag-marilyn-conchita","tag-marina-tufo","tag-renzo-viglianti","tag-requiem-per-zorro","tag-www-comunicazione-visiva-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9239"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9239\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9434,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9239\/revisions\/9434"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comunicazione-visiva.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}